Via Crucis per la liberazione delle vittime della tratta e della prostituzione

Per le vie della prostituzione nel V Municipio, perché si manifesti vicinanza a chi vive e riceve violenza sulla strada, il 18 marzo dalle 20.00 dalla parrocchia di S. Cirillo

Elena racconta: «Io sono stata venduta dai miei familiari a una banda che mi ha portata in Italia. Dopodiché mi hanno venduta a un’altra banda di rumeni che mi hanno chiusa in una casa per una settimana, mi hanno minacciata, mi hanno presa a botte, mi hanno obbligata a prostituirmi. Dopo questa settimana di inferno sono uscita sulla strada e dopo due, tre mesi sono stata presa con la forza dagli albanesi; mi hanno rapita, sono stata minacciata con una pistola puntata alla testa e con un coltello alle spalle. Mi hanno chiusa in una casa al buio, per un mese non ho visto la luce del sole, non ho avuto contatti con nessuno, sono stata violentata dai miei aguzzini. Ho visto portare in questa casa le ragazze che non volevano ‘lavorare’. Venivano picchiate davanti ai miei occhi. Una ragazza è stata ammazzata: ho visto il suo sangue davanti ai miei occhi. Personalmente mi hanno picchiata, mi hanno spento le sigarette addosso, mi hanno mandata sulla strada. Mi picchiavano tutti i giorni perché dovevo portargli almeno mille euro al giorno, fino al giorno in cui don Oreste e don Aldo sono passati, mi hanno vista sulla strada e mi hanno chiesto quanto soffrivo. Gli ho risposto che soffrivo tanto. Allora mi hanno portata via dalla strada, mi hanno salvata. Ora io sto bene, sono felice e desidero tanto che tutte le altre ragazze che sono ancora schiave possano essere libere come me» (dal sito www.apg23.org).

La Via della Croce è la via del dolore di Dio per gli esseri umani, il dolore di una libertà donata nell’amore e affogata nell’ingiustizia, nella prevaricazione, nella violenza verso gli indifesi. Il Crocifisso grida l’innocenza delle vittime, indica il luogo dove abita Dio: il cuore dei deboli e dei disprezzati.

Per questo una Via Crucis per le vie del V Municipio, perché con una Via Crucis sulla strada si manifesti vicinanza a chi sulla strada vive, e sulla strada riceve violenza. È la Via Crucis guidata dai giovani, perché altrettanto giovani sono le vittime: è la Via Crucis per la liberazione delle vittime della tratta e della prostituzione, voluta dal Comitato Diocesano Anti Tratta, che raduna diverse realtà di Roma: Caritas diocesana, Comunità papa Giovanni XXIII, USMI, Comunità S. Egidio, Fondazione Arché, Ali di Speranza, Associazione Slaves No More e Gruppo Raab.

Ripieni di dolore e sconcerto, armati di fede in Dio e fiducia che gli uomini possano essere migliori, tante persone attraverseranno i luoghi dello sfruttamento, il 18 marzo, partendo alle 20.00 dalla parrocchia di S. Cirillo Alessandrino in viale Giorgio Morandi, e percorrendo piazzale Pino Pascali, il Parco degli Angeli, piazza Oria e piazza di Quarticciolo, andranno a illuminare i luoghi più tetri di viale Palmiro Togliatti, fino alla parrocchia di S. Bernardo.

Preghiamo, testimoniamo e confortiamo; proclamiamo che la prostituzione di minori, donne e trans è un vero crimine contro l’umanità, perché ciascun cliente prenda coscienza che sta pagando – sono le parole di Papa Francesco – per «torturare una donna».

don Domenico, parroco a S. Tommaso d’Aquino

Articolo apparso su “AbitareA Roma” – 7 Marzo 2022

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.